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mercoledì 18 dicembre 2013

Libellule

 
  
..........................sapete bambini perchè la libellula è chiamata anche "sposetta"? perchè è bella e leggiadra come una sposa nel suo abito nuziale.....ispirera' la creativita' degli artisti dipingendola e creando gioielli.....





Libellula, chi ti diè questo nome?
Chi scelse la successione musicale delle labiali,
li-bel-lu-la,
come note uscite dai tasti di un pianoforte?
Due grandi e colorate ali trasparenti, tremule e trepide, quelle sei tu.
E tanto alata sei che quando sorvoli le acque stagnanti e l’erbe dei prati
di te solo le ali si vedono, velate veline di seta lucente.
A volte ti fermi nell’aria, tu, senza peso e imponderabile, leggera aligera.

Se lieve sulla pista di ghiaccio io vedo una fanciulla
che forma aeree figure danzanti, e sicura volteggia, salta, si leva e atterra,
è a te che penso, a te paragono la sua leggerezza.
“Come una libellula”
vuol dire una controllata eleganza in una liberata energia.

E controllata eleganza e liberata energia, come la tua, cerca nelle sue frasi
lo scrittore mentre vola la sua fantasia
e a volte si ferma – come fai tu – e a volte arretra – come fai tu –,
sospeso anche lui e oscillante, accampato a mezz’aria.
Libellula, bella libellula, dai a lui le tue ali.
Raffaele La Capria








Pablo Picasso -  La libellule



                                          
 
 
 
 
 
Libellule e farfalle - Pop Art
 
 
 






 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
Che cosa simboleggia la libellula? Sin da tempi antichissimi è un'immagine di leggiadria e leggerezza, ma è anche simbolo di maturità. La libellula, creatura del vento, si posa sulle acque e sui fiori, vola via leggera nel cielo, è misteriosa, colorata, trasparente, allieta lo sguardo. Sin da tempi antichissimi simboleggia la leggiadria e la leggerezza del mondo naturale e l'agilità dei movimenti. Ammirata per la sua grazia, per l'eleganza, per le grandi ali dai colori iridescenti e la delicatezza, la libellula è un simbolo del Giappone. Grazie al suo clima e ai suoi corsi d'acqua, il Giappone è infatti un territorio ideale per le libellule, tanto che viene anche chiamato "Isola delle Libellule".
Oltre ad essere un simbolo della stagione estiva e del primo autunno, nell'arte giapponese questo animale simboleggia anche il successo in genere, la forza, il coraggio, la gioia ed è associata (come altri insetti) al successo nelle arti marziali. I samurai utilizzavano spesso la sua figura come decorazione per elmi ed armature. Per i Nativi Americani è un animale totemico, simbolo di trasformazione e le libellule in genere sono le anime dei morti. I fantastici colori delle ali vengono associati alla magia dei colori, ai poteri dell'illusione e del sogno, al misticismo.
La libellula ha un corpo allungato, quattro ali sottili e trasparenti, una testa corta e larga con due occhi separati. È agile e forte. Fa parte della famiglia degli odonati, insetti legati biologicamente all'ambiente acquatico. Le libellule giovani vivono infatti nell'elemento liquido; gli adulti sono ottimi volatori ma trascorrono la loro esistenza sempre vicino all'acqua. Legata all'ambiente acquatico, agli stagni e alle paludi, la libellula è collegata dunque a due regni della natura e a due elementi, Acqua e Terra. Viene associata anche alla creatività, è il simbolo di chi affronta la vita con naturalezza, spontaneità e con la convinzione di riuscire a costruire un giusto equilibrio tra affetti, lavoro e salute. Come la farfalla, la libellula è considerata una messaggera di forze positive e rappresenta la maturità; nel suo spirito c'è la bellezza, la consapevolezza e la libertà. Chi sceglie questo animale come simbolo personale - magari proprio tatuandosi una libellula - ha una vita passionale ed emotiva in gioventù, ma invecchiando acquisisce equilibrio, chiarezza mentale e controllo.

Fonti:

  
 

SHIRI KIRE TONBO  尻切れトンボ

Tonbo

In giapponese c'e' una frase interessante: "shiri kire tonbo". Questa espressione si usa quando una cosa rimane incompiuta. "Shiri" significa "il sedere" o "la coda", "kire" signifia "tagliato" e "tonbo" e' "la libellula". Credo che il senso della frase possa essere interpretata facendo riferimento alla dinamica del volo della libellula che, in definitiva, ha molto in comune con i nostri elicotteri. Tagliare la coda ad una libellula potrebbe significare precluderle il volo o la stabilità del volo oltre che renderle difficile il dirigersi. So quanto caro sia ai giapponesi  il concetto di DO, di via: tagliare la coda alla libellula è interrompere un cammino, un percorso, un progetto. rendendo di fatto non conseguibile il DO.

Fonte:
http://massa.typepad.com/dal_giappone/2008/07/shiri-kire-tonbo--%E5%B0%BB%E5%88%87%E3%82%8C%E3%83%88%E3%83%B3%E3%83%9C.html





LIBELLULE, AGGRAZIATE E IMPLACABILI CACCIATRICI







Chissà perchè nel vedere un insetto spesso si prova repulsione o si ha il forte istinto di schiacciarlo o per lo meno allontanarlo dall'ambiente in cui ci si trova.....
Non se si intravede brillare al sole una leggiadra libellula, anzi si rimane colpiti dalla perfezione del suo volo, dalla livrea sgargiante, dall'esile corpo aggraziato.
La vita delle libellule è strettamente legata agli specchi d'acqua soprattutto dolci, in estate le si può ammirare durante le loro evoluzione acrobatiche, impennate, rapidi scarti, arresti e cambi improvvisi di direzione.


In realtà dietro a questa aggraziata immagine si nasconde un abile e feroce predatore, una macchina da guerra contro insetti e larve persino delle stesse dimensioni dello spietato cacciatore.



Vedere una libellula sul pelo dell'acqua stuzzica sempre la mia curiosità strappandomi un sorriso, forse perchè non sono una zanzara o perchè non vivo nel lontano Carbonifero (più di 300 milioni di anni fa!) in cui le libellule erano di dimensioni maggiori, alcuni esemplari fossili rinvenuti in Francia dai paleontologi hanno un'apertura alare di 70 cm. (contro i 6-7 attuali).


Il nome "libellula", secondo alcuni, deriva dal latino "libra" cioè bilancia a causa della perfetto allineamento alare durante il volo, per altri studiosi da "libellum" che significa piccolo libro, perchè nella posizione di riposo questo insetto sembra un libro con le pagine aperte.


Niente di così poetico per il nome scientifico attribuito a questo ordine di insetti : Odonati (insetti dalle mandibole dentate), riferito al micidiale apparato boccale costituito da potenti mandibole con cui dilania la preda prima di divorarla.
La libellula è infatti uno dei più feroci insetti che vive nelle aree umide, un drago volante la cui maschera facciale ha ispirato gli sceneggiatori del film "Alien".


Le libellule convivono da sempre accanto alla specie umana, colonizzano fiumi, stagni, specchi d'acqua, pozze, indispensabili per la deposizione delle uova e lo sviluppo larvale.
Anche i meno esperti sanno riconoscere questo bellissimo insetto filiforme dai colori brillanti quando sfreccia come un aereo in picchiata a caccia di prede.

Questi Artropodi (cioè dalle zampe mobili) sono suddivisi in due gruppi principali: Zigotteri (detti damigelle) e Anisotteri cioè le vere libellule.
Tra di loro si differenziano per la struttura oculare e per il diverso sviluppo delle ali che ne differenzia il volo.


Le libellule, come altri insetti, hanno il corpo rivestito da un esoscheletro coriaceo che protegge gli organi interni e una suddivisione in tre parti: capo, torace, addome.


Il capo ha grande mobilità, è dotato di grandi occhi composti che permettono una visione perfetta durante la caccia e le evoluzioni che compie durante il volo.
Gli occhi composti della libellula ricordano il caschetto di un pilota di Jet, sono formati da ben più di 20000 occhi semplici irridescenti con i quali pattuglia instancabilmente il pelo dell'acqua.
Nel capo è inoltre situata la micidiale mascella dentata con la quale divora le malcapitate prede ghermendole al volo.


Il breve torace porta due paia di ali della stessa lunghezza per gli Zigotteri (infatti il volo appare più esitante) e più lungo gli Anisotteri (il volo è più veloce e potente) trasparenti o colorate a seconda della specie.

Nel torace sono posizionate le tre paia di zampe, le ultime sono utilizzate per posarsi o aggrapparsi ma principalmente per afferrare le prede che con un sistema di uncini e setole verranno trattenute dal temibile cacciatore.

L'addome è sempre molto più sviluppato in lunghezza che in larghezza, più o meno affusolato o schiacciato a seconda delle specie, formato da dieci segmenti.
Le caratteristiche dell'addome in alcuni casi dà il nome alla specie, con l'addome lievemente schiacciato (depresso) troviamo la Libellula depressa, con una livrea nera a macchie gialle e le appendici addominali a forma di forcipe il maschio di Onycogomphus forcipatus.


Le libellule sono insetti emimetaboli cioè con una metarmofosi incompleta,
lo stadio larvale è acquatico, quello adulto è alato.
Lo stadio larvale di una libellula si compie nelle acque dolci e a volte salmastre per un periodo che può andare da pochi mesi ad alcuni anni a seconda della specie e delle condizioni dell'ambiente in cui vive.

La larva vive tra la vegetazione sommersa o delle rive spostandosi da un luogo all'altro tramite le zampe o il nuoto, compie diverse mute per crescere fino allo stadio adulto.


Anch'essa è un'abile predatrice dell'acqua, il suo formidabile apparato boccale si estroflette per catturare le prede che poi sminuzza con la bocca vera e propria.
Le larve di libellula sono temibili quanto gli adulti, nascoste tra la vegetazione, le radici o i ciottoli tendono agguati a vermi, crostacei, insetti e persino girini e piccoli avannotti.

Eseguite le mute (da 9 a 16 a seconda delle specie), la larva è pronta per lo stadio adulto: è il momento dello sfarfallamento, uno dei più suggestivi spettacoli naturali.
La larva esce dall'acqua e si arrampica su un ramoscello o un giunco, poi, come nella fiaba del "Brutto Anatroccolo", il tegumento che riveste un essere scialbo e bruttino si apre e lascia fuoriuscire un insetto meraviglioso che dopo pochi minuti spicca il volo riempiendo l'aria dei suoi fulgidi colori.


Come nella vita larvale, continua assiduamente la sua dieta carnivora: volando come un elicottero, con improvvisi arresti, cambi di direzione e retromarce caccia mosche, zanzare e altri insetti.

Dopo una coreografica danza nuziale e abbracci finali, avviene la deposizione delle uova in acqua.

Specie diverse hanno comportamenti diversi e territori differenti, è bello osservarle durante la stagione primaverile e estiva pattugliare e cacciare nel loro ambiente.

E' facile intuire quanto sia utile la loro presenza nel nostro giardino, uno specchio d'acqua con una vegetazione varia, bordi laghetto forniti di piante adatte ad un ambiente umido, richiameranno questi preziosi insetti.
Proteggendo il loro ambiente avremo beneficio noi stessi, la minaccia maggiore per la sopravvivenza delle libellule è l'uomo.


L'uso indiscriminato di pesticidi, la diminuzione delle zone umide sono una vera insidia per le libellule che anche se sanno ben adattarsi alle variazioni climatico-ambientali sono in grave pericolo.

Accogliete le libellule che sceglieranno di abitare nel vostro stagno, corso d'acqua o laghetto ornamentale, saranno un vero termometro di buona salute dell'ambiente.
L'impatto estetico dato dalle note di colore delle libellule arricchisce il giardino di toni smeraldo, giallo, blu elettrico.


Proteggere il nostro laghetto significa proteggere le libellule.
 
Fonte:
http://giardinonaiadi.blogspot.it/2013/02/libellule-aggraziate-e-implacabili.html

La vetrina di Natale

 
 
 
 
 
 
 

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 

 
 
 
 
 

 
 
 
 

martedì 26 novembre 2013

........e tanto altro

MariaGiovanna Luini
Nel pomeriggio durante il mio giro su fb incontro un post interessante, molto interessante
 http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.mariagiovannaluini.it%2Fblog%2F2013%2F11%2F26%2Fparole-tirate-la-nella-mattina%2F&h=wAQEnFlmgAQFizrCHeDKnAEPTerEklpBPlEmdNRxnoI7oww&enc=AZPaTzhTtHQ-sPx3Ft_yjdcPL02x52API_kn_re4JVdVfqXWaY5vuLxxYHyAJ3DKp8-eBqq0gIJG8ZFVfsSOy8fP&s=1
Le pause – che pause non sono ma creano, loro sì che creano sul serio – sono cibo e vita, sono nutrimento per l’amore che poi si riesce a dare agli altri. Perché se non ami te stesso, prima, non sei capace di amare gli altri. Un po’ come quando ti arrivano i messaggi dei pazienti: sai che contengono più di quanto dicano, sai che la paura e l’angoscia e la rabbia e la speranza gonfiano le frasi, piazzano le virgole là dove hanno un significato tutto personale, ma non sempre hai voglia di tirare fuori l’angelica disponibilità a metterti da un lato per esprimere solo ciò che i pazienti vorrebbero da te. Non piace quello che sto dicendo? Non deve piacere per forza, ma è così. Riconosco uguali e pieni diritti a medici e pazienti, non ritengo che esista qualcuno che abbia più diritto degli altri e, per l’amore che provo per le persone in sé, non attribuisco a una malattia il potere di rendere intoccabile, saggio a priori, perfetto qualcuno. Chi mi conosce come medico sa come lavoro, e sa quanta passionalità ci sia in ogni gesto che compio: chi non lo sa decida in libertà se credermi o meno, adoro la relazione che si stabilisce nella mia parte di vita da medico. Ma adorare non significa abdicare a se stessi o farsi trascinare nella retorica cinguettante di una poetica della malattia che non mi appartiene, e che mi auguro non appartenga mai a voi che leggete. Se ne sentono, se ne leggono troppe e troppo grosse per accettare a mente ferma che chi si ammala diventi un essere che ha ragione a priori, oppure – viceversa – che chi si prende cura abbia specializzazione in chirurgia. Già sarebbe meraviglioso se avessimo tutti i nostri diritti riconosciuti in pieno, nelle nostre diversità e nella peculiarità di ciascuno, figuriamoci poi se ci mettessimo a stabilire una gerarchia di chi più merita rispetto agli 
altri......mariagiovanna luini. Subito a cosa penso.........a mio padre al rapporto che ha avuto lui con i medici che per leggerezza, per stanchezza, per caso lo hanno accompagnato alla morte........... Mi sono permessa di fare una domanda  e si è scatenato l'inferno..........
Raffaella Napoli ...non posso che condividere.....
Lorenza Caravelli come fa chi ti conosce a non sapere che detesti il telefono??
Manuela Cirioni Ho letto il tuo pezzo molto interessante sulla bacheca di Raffaella e vorrei farti una 
domanda.........liberissima di non rispondere perché ormai sono arrivata ad un vicolo talmente buio 
che non mi sorprende più nulla o forse è il contrario ed io non lo so.......partendo dal presupposto che 
nessuno ha più diritti di un altro e dal fatto che un medico forse, pur non investendosi delle malattie 
altrui altrimenti ci muore, un pochino di umanità dovrebbe averla, umanità e professionalità insieme direi, cosa fa un paziente che viene trattato come carne da macello per avere finanziamenti dalla Regione, viene operato solo per avere un intervento in più, tanto ha già 79 anni, peccato che sia sano,magari ci muore anche come conseguenza di un errore per troppa fretta,iniziavano le ferie invernali.....poi la neve si scioglie e non si scia più ....certo i finanziamenti mantengono il posto a medici, infermieri e C. Quindi sono un diritto dei medici......ma il diritto alla vita dove lo
mettiamo..........? Nessuno ha più diritti degli altri ma ci sono, secondo me, parere del tutto opinabile, diritti inviolabili e diritti che sono momentaneamente derogabili.......fra questi ultimi non credo ci sia il diritto alla vita! Grazie della pazienza....più sintetica di così non sono riuscita ad essere........
MariaGiovanna Luini Non hai capito niente del mio pezzo e - scusami - stai facendo facilissima 
retorica con la persona sbagliata. Dici che non ho umanità per ciò che ho scritto? Liberissima di pensarlo ma stai proprio sbagliando mira, e allora vai sbagliare mira su un'altra bacheca perché se alludi a me senza conoscermi non lo accetto. Non sai chi sono, non sai come faccio il medico, non sai chi ci sia nella mia vita e chi non ci sia più, non sai cosa io stessa abbia vissuto in prima persona: tutte queste ragioni fanno sì che il tuo intervento generico e retorico (lo ribadisco) sia un parlare al vento e - scusami - parlare al vento su argomenti serissimi come la salute e la malattia si può fare ma non qui. Saluti.
MariaGiovanna Luini PS: ribadisco e sottolineo di nuovo: NESSUNO ha più diritti degli altri, se i
diritti di ciascuno fossero rispettati IN PIENO non avremmo bisogno di doverlo dire.
MariaGiovanna Luini PPS: non venire a parlare di errori medici con me, ci ho messo la faccia perfino
con una sceneggiatura in "Crimini bianchi" che fu ostracizzato dai medici di mezza Italia. Se vuoi 
scambiare commenti con me ne sono felice, ma cerca di conoscermi prima.
Manuela Cirioni Scusa ma io volevo solo una risposta da te....niente di più ........ti ho premesso tutto quanto avevi detto tu....portandoti però anche un quesito su come si sente chi vede violato il diritto alla vita......era solo per portare anche la mia esperienza, io non sono abituata a giudicare tanto che pur avendo in mano prove e controprove cerco ancora un perché , e poi perché avrei dovuto giudicare te. Cavoli però sono scema a chiedere scusa sempre. Tu mi hai aggredita dopo che ho detto del tuo pezzo molto interessante, dopo che......... Ma rileggitelo il mio commento e se hai delle paturnie e uno perché ti fa una domanda con il cuore in mano tu lo tratti così.......sai quasi quasi che ora ti giudico si... Grazie della tua pazienza comunque. Buon lavoro.
Raffaella Napoli mi dispiace aver scatenato senza volere questa discussione....Manuela, la dott.ssa Luini ha dedicato la sua esistenza non solo alla medicina ma anche, e forse soprattutto, ai pazienti, al 
loro rapporto con il cancro e a rendere conprensibile a cho non ha strumenti propri il significato ed il 
peso della malattia. sul corpo e sull' anima......non voglio dire altro perché rischierei di sembrare 
anche io inutilmente retorica......ti consiglio però di leggere tutto quello che scrive.....
Manuela Cirioni Ma quale scatenato ...io ho solo fatto una domanda....se poi a chi ha un minimo di idea diversa da te si risponde così....non so più cosa pensare..........
Manuela Cirioni Io non ho messo in discussione niente di lei ho fra le mie pagine gradite la sua ma cavoli ho solo messo lì la mia esperienza niente di più..........
MariaGiovanna Luini cara Manuela, avrai anche riletto il tuo commento (come ho fatto io) e non esiste dubbio che senza conoscersi sia difficile cogliere toni e sfumature, ma ricordare a me che esistono i diritti dei pazienti significa davvero non conoscermi. E scusa ma credo moltissimo in quello che faccio, ci credo tanto da non accettare generalizzazioni. Se hai letto il mio pezzo hai visto che ho anche scritto che NON SI HA RAGIONE A PRIORI SE SI HA UNA SPECIALIZZAZIONE IN CHIRURGIA. Quindi si tratta di una non-ragione a priori bilaterale. Quanto alla suscettibilità... 
Sì, è vero, chi mi compare in bacheca e vuole puntualizzare con me che bisogna avere empatia e professionalità suscita reazioni di cui rivendico pieno diritto. Non so quale sia il tuo lavoro, ma qualunque sia non mi presenterei mai sulla tua bacheca richiamandoti a una professionalità e a un'empatia che non ho la minima idea se tu abbia o meno. Perché se leggo un pezzo tuo la prima cosa che mi viene in mente è che tu sia in buona fede senza che ti debba "tirare le orecchie" per mancanze che non hai mai commesso.
Manuela Cirioni Partendo dal presupposto che io non mi sia spiegata bene.......dove vedi scritto che richiamo te e non generalizzo ma casomai porto un caso particolare,ben preciso........sai una cosa positiva c'è in tutto questo.........la tua supponenza nel credere che la tua comprensione sia assolutamente quella esatta mi ha fatto decidere a prendere tutte le carte e a portarle ad un avvocato....pensa dopo 11mesi che non avevo fatto nulla mi ero solo arrovellata il cervello.Grazie e buona vita. Dr Manuela Cirioni












Tutto questo ha fatto scatenare le ire della Dottoressa Luini che prima mi blocca e poi, ovviamente non trovandomi (mi aveva bloccata), mi definisce Spam e troll imbranata.



Io non so se usa così ora ma, pur avendo ancora rispetto per tutto quanto ha fatto e fa la Dottoressa, mi sento molto dubbiosa sul suo concetto che sinteticamente mi pare di capire fosse ......nessuno e' 
più uguale di un altro.....mi pare che la supponenza imperi nelle sue parole .......... Eppure lei è questa:

mariagiovannaluini.it


A voi il seguito............

giovedì 17 ottobre 2013

Te ne sei andato............

 
Opere di Carlo Cordua.............quel piccolo albero piegato in rame fatto da me ora riposa insieme a mio padre.............................................................
 
 
 
 
 
 
 

sabato 5 ottobre 2013

Mi piacciono.....voi che ne dite????????????????

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


                                                                
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

venerdì 4 ottobre 2013

10000

10.000 persone hanno visitato il mio blog, 20.000 occhi hanno guardato, letto, camminato con me, cosa avranno pensato 10.000 menti di quello che ho scritto, di quello che ho postato, dei miei gioielli, dei miei tentativi di accostare l'arte alla creatività?
Forse era solo un tanto per .......... o forse no, a qualcuno ha interessato davvero.
Sicuramente le vostre visite mi spingono a fare meglio.
Più rubriche, ecco, questo mi manca davvero, ma ho poco tempo e quello che si scrive va pensato.....non può uscire di getto a meno che non sia una sensazione.........
Più articoli di costume, di vita........forse.........o forse va bene così nella sua leggerezza........e intanto vado avanti........ringraziando i 10.000 e tutti quelli che verranno e mi faranno sentire il loro calore......Un bacio a tutti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

martedì 10 settembre 2013

.........ed ora iniziali, nomi, e tanto altro con rame, alluminio, bronzo.........






Due versioni della K


                                          Collana

 
 
 
 
 
 
 
                                                    Bracciale